2 • Trieste e Gorizia, viaggio sociale. Alla ricerca del nostro passato e del nostro presente.

Caporetto, il viaggio continua

Il fiume Isonzo a Canale d'Isonzo

Si parte dopo una colazione molto buona; sarà una giornata di forti emozioni. La pioggia ci accompagnerà per tutto il giorno, ma è la giusta cornice dovendo andare a visitare il museo di Caporetto (in sloveno Kobarid; in friulano Cjaurêt) oggi in Slovenia e posto al confine con l’Italia. Breve sosta a Canal d’Isonzo

La nostra mente abbraccia in un gesto di amore il fiume Isonzo, di un verde intenso, e le storie e i reperti, che prendono vita, ci raccontano avvenimenti da noi dimenticati. Il museo, infatti, offre un resoconto completo sul fronte isontino, sulla guerra in montagna nelle Alpi Giulie e sulla12a battaglia dellIsonzo. Racconta, con tanti reperti, come vivevano i soldati delle diverse nazioni su questo fronte, illustrando gli eventi storici accaduti durante la prima guerra mondiale.

Quello che si respira nel museo è che la morte e la sofferenza non hanno confini né nazionalità. 

Ho trattenuto le lacrime, ricordando i tanti racconti tristi di mia nonna. In una saletta, ci siamo ritrovati tutti noi, segnati dalla storia di quei giorni pesanti e sanguinosi presso il fiume Isonzo.

Ricordiamo che la battaglia di Caporetto, 24 ottobre – 12 novembre 1917, fu caratterizzata da una massiccia offensiva degli eserciti austro-ungarico e tedesco contro
le forze italiane che furono costrette ad una ritirata fino al fiume Piave

Confusi e frastornati, in silenzio siamo usciti dal museo, non lontano, vi era una Gostilna, così era scritto davanti all’entrata, una trattoria.
Continua la mia iniziazione alla cucina friulana, giuliana e triestina. La maggior parte del gruppo sceglie e anche io, tra i piatti del giorno, i ćevapčići, tipico della gastronomia della penisola balcanica ma diffusi anche in parte della regione Friuli-Venezia Giulia, soprattutto a Trieste

ćevapčići derivando dai kebab turchi, sono un esempio perfetto di come la storia e la cultura possono influenzare la cucina,
creando piatti deliziosi. Il resto del gruppo ha ordinato il frico con polenta, assaggiato ed apprezzato in altre occasioni, è un mitico tortino a base di formaggio, dal gusto unico e inimitabile,
piatto tipico della cucina friulana, di antichissima origine, descritto in un’opera culinaria del xv secolo. In ultimo per chiudere in bellezza, come dolce,
la maggior parte di noi ha ordinato gli strucoli. Li hanno portati caldi, che dire… divorati!!.
Sono una delizia che vale la pena assaggiare. Lo strucolo è una pasta arrotolata che può essere dolce o salata, può essere cotto al forno, bollito o fritto,
di cui esistono moltissime 
varianti, pare più di cinquanta.

Riflettendo, il cibo ci racconta storie di guerre, di invasioni, di emigrazione. Il cibo evolve, ci accompagna in questo viaggio che è la vita, parlandoci di povertà,
di varietà ma anche di creatività, e di come si possano preparare capolavori anche con pochi ingredienti. Il viaggio continua ancora oggi e continuerà domani.

Un saluto.

Ciao, ci vediamo a Cividale del Friuli. Ci aspettano delle novità, quindi abbiate un po’ di pazienza.

© Antonella Belisario

Il museo di Caporetto
La Prima Guerra mondiale foto
Celebrazione della messa al fronte
Il Frico con polenta
I Cevapcici
Gli Struccoli di Caporetto