Gorizia • 4 – Trieste e Gorizia, viaggio sociale. Alla ricerca del nostro passato e del nostro presente.

Gorizia: il viaggio continua

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Gorizia: il castello

Gorizia: C’eravamo lasciati a Cividale del Friuli per poi ritrovarci a Gorizia. Perchè Gorizia? i motivi sono molteplici: il viaggio sociale è coinciso con il festival “èStoria” una manifestazione internazionale dedicata alla storia, Il tema di quest’anno è stato DATE.
Infatti il presidente dell’Associazione Triestini e Goriziani a Roma, Carlo Leopaldi ha partecipato a vari convegni, incontri e manifestazioni di “èStoria”. Inoltre nel 2025 Nova Gorica e Gorizia insieme saranno Capitale europea della cultura. 

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Gorizia: veduta dal Castello

Gorizia è una città al confine tra Italia e Slovenia. Conosciuta come la “città di confine”, crocevia da sempre di culture diverse. Gorizia prima della prima guerra mondiale faceva parte dell’impero Austro-Ungarico che ha lasciato un’impronta duratura sull’architettura e sull’identità culturale della città, che ancora oggi riflette quella varietà storica. Il “melting pot di etnie e lingue” descrive come nella città convivessero assieme agli italiani, persone di diverse origini etniche e linguistiche come sloveni, tedeschi e friulani, che contribuivano a una ricca e variegata vita culturale e sociale. Questa diversità era ed è ancora oggi, particolarmente evidente nell’architettura, nella cucina, nelle tradizioni popolari e nelle lingue parlate in città,
rendendo Gorizia un vero crocevia culturale. 

La città è anche storicamente importante per essere stata teatro di battaglie durante la Prima Guerra Mondiale, in particolare lungo l’Isonzo. Oggi, Gorizia è simbolo di integrazione europea e di dialogo tra popoli, rappresentando un ponte tra Est e Ovest. Dopo questa importante premessa, la mattina l’abbiamo trascorsa in giro per Gorizia: dal castello, con una vista strepitosa, siamo scesi per le vie del centro a curiosare. Intanto, la pioggia era diventata una nostra compagna inseparabile. 

Il mio sguardo è stato attratto da una vetrina con piccoli monili, creati da mani esperte che sanno lavorare al tombolo,
un’arte antica ma rivisitata e trasformata per creare piccoli gioielli unici, come gli orecchini.

 

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Gorizia: lavori a tombolo
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Gorizia: l'arte del tombolo

In auto, abbiamo dato un veloce sguardo alla villa di Italo Svevo dove lo scrittore villeggiava, che si trova a Lucinico, una frazione di Gorizia. 
A Lucinico è ambientato l’ultimo capitolo de “La coscienza di Zeno”. Lucinico è descritta da Svevo, come un luogo bucolico, e, al contempo,
come il luogo dove Zeno si scontra con la drammatica realtà della guerra.

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Gorizia: la villa di Svevo a Lucinaco-Gorizia

In seguito, abbiamo incontrato David Orzan, ambasciatore della città di Gorizia, premiato nel 2023 dal sindaco Rodolfo Ziberna per i suoi meriti lavorativi. 
Orzan è riconosciuto come colui che ha portato le eccellenze di Gorizia in Cina e i cinesi in riva all’Isonzo, per mostrare loro cosa sia il Collio.
David Orzan è amico di Carlo Leopaldi che ha vissuto molti anni in Cina. David è simpatico, estroverso, comunicativo e con una grande gioia di vivere e
ci ha accompagnato per il resto della giornata.

 

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Gorizia: Carlo Leopaldi e Davide Orzan

A pranzo, in un locale caratteristico, seguendo i suoi consigli, abbiamo gustato: un antipasto con salame locale, dolce leggermente affumicato;
formaggio latteria (formaggio fresco di breve stagionatura, a pasta semidura, dal sapore dolce, tipico del Friuli Venezia Giulia); tartare di carne e alici con uovo e pane bruschettato al burro, cevapcici di cervo, delicatamente dolciastro e la palacinca dolce con crema di noci.

Piccola divagazione: il nome cevapcici deriva dalla parola persiana kebab e dal diminutivo slavo – cici. Significa quindi “Piccoli Kebab”, poichè condividono con la celebre pietanza araba la composizione e le speziatura della carne. Sono polpettine dalla forma cilindrica, apparse per la prima volta, sulle tavole balcaniche nel 1860 a Belgrado,
diffondendosi velocemente in tutta la ex-Jugoslavia, in Austria e nelle vicine province italiane di Gorizia, Udine e Trieste. 

Dopo questo meraviglioso e inaspettato pranzo, ricco di nuovi sapori e gusti, siamo ripartiti in auto su per il Collio.
Qui ci fermiamo perché nella prossima puntata parlerò dei vini come la Ribolla e il Refosco del Collio.
Giornata interessante e dinamica. La vita potrebbe essere banale, ma noi sappiamo renderla unica, proprio come unica è stata questa giornata. 

Un saluto da
©Antonella Belisario

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Gorizia: antipasto tartare